Comunità energetiche rinnovabili

Servizio Orientamento Tavolo Tecnico CEI

Per le comunità energetiche 100 firme

Per le comunità energetiche 100 firme

Mentre aumenta la spinta delle organizzazioni laiche e religiose per creare un terreno normativo fertile in Italia allo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili, arrivano le prime (parziali) risposte istituzionali alla richiesta di chiarimenti sul «blocco» alla svolta delle rinnovabili. Nel giro di 24 ore il numero di associazioni che hanno sottoscritto l’appello lanciato ieri su Avvenire è passato da 77 a ‘quota 100’.

È possibile continuare ad aderire attraverso un link: (https://www.nexteconomia.org /2022/07/14/comunita-energetiche- lappello-della-societacivile- per-non-fermare-ilprocesso- attuativo/). Nel testo dell’appello si sottolinea soprattutto «l’importanza e l’urgenza » – a distanza di 7 mesi dall’approvazione del decreto legislativo sul tema – «di pubblicare rapidamente i provvedimenti attuativi e i bandi del Pnrr riservati ai piccoli comuni (per un totale di 2,2 miliardi di fondi ndr) che sono fondamentali per fornire ai tanti operatori, cittadini, imprese e comunità le coordinate di riferimento necessarie per realizzare i progetti». Sollecitato a intervenire sulla questione, Stefano Besseghini, presidente dell’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), spiega che «a seguito dei decreti legislativi 199/21 e 210/21 è in corso l’aggiornamento da parte dell’Autorità della propria regolazione e sarà necessario un nuovo decreto del Ministro della Transizione ecologica che definisca i nuovi incentivi ». In pratica, l’Arera butta la palla nella metà campo del governo e, nello specifico, nell’area del dicastero di più stretta competenza. Il ministro Roberto Cingolani, invitato da Avvenire tramite la sua portavoce a rispondere all’appello delle associazioni, per il momento sceglie il silenzio.

«L’Autorità, limitatamente a quanto di propria competenza, ha avviato un procedimento per l’aggiornamento della propria regolazione e, a fine luglio, ha in programma di rendere disponibile la consultazione in merito, con l’obiettivo di completare l’aggiornamento il più rapidamente possibile – prosegue il presidente dell’Arera –. Comunque, l’evoluzione regolatoria dell’Autorità è strettamente correlata con il nuovo incentivo da riconoscere per le soluzioni di autoconsumo collettivo e per le comunità energetiche e potrà avere piena efficacia solo quando anche l’incentivo sarà definito». Si ribadisce, insomma, che senza un nuovo intervento del governo, il potere dell’Arera è limitato.

Besseghini precisa che, intanto, qualcosa si può fare: «Al momento è già possibile realizzaconomia re soluzioni per l’autoconsumo collettivo in edifici e condomini e comunità energetiche da fonti rinnovabili, seppur ancora con i vincoli relativi al periodo transitorio (cioè con impianti fino a 200 kW e, per quanto riguarda le comunità, con perimetro limitato all’area sottesa dalla stessa cabina secondaria di bassa/media tensione). Per queste fattispecie già esiste, fino dal 2020, sia la regolazione dell’Autorità sia l’apposito incentivo definito dal Ministro della Transizione ecologica». Senza nuove misure, tuttavia, i numeri delle comunità energetiche saranno destinati a rimanere ‘piccoli’. Ad auspicare una ‘scossa’ è anche il Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali che «fa proprio l’appello lanciato dal direttore scientifico di ‘Next Nuova e- per tutti’, Leonardo Becchetti, insieme a tante altre associazioni ed organizzazioni, a favore di un rapido avvio dei processi necessari a sostenere la nascita di comunità energetiche rinnovabili». In una nota l’organismo della Cei evidenzia come «l’attuale situazione economica, ambientale e internazionale renda quanto mai urgente perseguire con decisione l’obiettivo lanciato alla Settimana Sociale di Taranto di una conversione ecologica ed energetica vissuta a partire dalle nostre comunità civili ed ecclesiali». Per tale ragione, si ritiene «importante che tutti i dispositivi di natura economica e legislativa tesi a favorire la nascita delle comunità energetiche rinnovabili vengano quanto prima definiti ed applicati».

Fonte: Avvenire